féroce présence
Non c'è niente di permanente in questo mondo malvagio, neanche i nostri dispiaceri.Charlie Chaplin
L'esigenza di non ridurre il dolore ad un puro e semplice sintomo ma piuttosto di riuscire a dar voce a ciò che in esso è muto, mi ha portato a comporre Féroce présence.
Ho scelto un percorso "drammatico" che necessitava solo di azione e di un linguaggio immediato.
Un ritratto strutturale che tenta di parlare da dentro, dal punto di massima profondità, dall'abisso delle carni. Con vampate di frammenti dolorosi, che zampillano dai corpi e che, come le grandi inondazioni, travolgono tutto ciò che trovano sul loro percorso, si manifesta dentro di me la feroce presenza dell'Assenza.
Questa performance è stata concepita per essere agita in differenti location: dal palco di un teatro, al chiostro di una chiesa, al museo d"arte, allo scorcio di un centro storico. Il contatto diretto con il pubblico amplifica la già intensa carica emozionale che impregna la pièce per tutta la sua durata. In base alle condizioni e possibilità tecniche ed in base alla diversità delle situazioni che si presenteranno si potrà decidere di integrare la performance con una videoinstallazione, eventualmente unico elemento "scenografico" previsto.
- Durata25 minuti
- Coreografia - Drammaturgia Loredana Parrella
- MusicaJ. S. Bach
- VioloncelloErmanno Vallini
- Ideazione costumiLoredana Parrella
- Realizzazione costumiSartoria Mulas
- InterpretiAnna Basti – Sandra Urbinati – Yoris Petrillo
- ProduzioneAcT
- Premio MarteAwards Miglior Compagnia 2010
- Primo Premio alla Miglior coreografia_CORTOinDANZA 2011, Cagliari
In residenza presso SpazioCTw_centrocoreograficopermanente
La coreografia parte dalla ricerca sulla rappresentazione del dolore che non viene illustrato come un sintomo esteriore ma innervato in una pulsione dinamica che parte dall'interno del corpo per emergere con una dirompenza incontenibile necessaria e inarrestabile. La coreografia cerca nel corpo dei danzatori un'energia analoga a quella del dolore, della sofferenza, caricando i muscoli di una tensione accumulata che emerge all'improvviso travolgendo il corpo del danzatore (della danzatrice) proprio come il dolore di cui si cerca l'evocazione.
Mentre il danzatore giace inerme a terra la danzatrice si risveglia emanando coi suoi muscoli in tensione quell'onda di energia nervosa che lo attraversa proprio come il dolore, e per abituare il suo corpo a quel ritmo, a quella spinta usa il respiro (anche in funzione sonora) e si percuote il petto con un gesto secco, flagrante, rumoroso. Un modo di essere nervoso nel senso letterale di fasci di nervi tesi, che contagia anche il danzatore esanime, coinvolgendolo prima nello stesso risveglio al dolore ma poi interagendo con la sua persona in un riconoscimento alla vita che si fa subito drammaturgia. Un riconoscimento e uno scambio dei corpi che si fa quasi seduzione, corteggiamento coreutici e che si basa su una capacità atletica dei due interpreti non indifferente. Notevoli alcune prese del giovane danzatore che accoglie sugli avambracci tesi la danzatrice che gli sale in braccio da terra praticamente da sola, per poi roteare su se stessa mentre lui la sostiene.
Un risveglio e un incontro tra corpi che termina con l'affermazione dell'esserci, di esistere, anche in uno stato di dolore, cercando di far emergere l'inespresso che ogni dolore porta con sé.
Un lavoro elegante, una coreografia di altissima intensità emotiva e fisica per i due interpreti (che impiegano qualche minuto per uscire dall'intensità che la coreografia ha fatto loro raggiungere) e per il pubblico che rimane incantato nonostante la coreografia avvenga in uno spazio non preparato e senza alcun disegno luci, mentre la musica di Bach sostiene a tratti la performance dei due danzatori.
Anna Basti impressiona per la sua duttilità di danzatrice capace di rispondere agli alti standard che le coreografie di Parrella sempre richiedono. Yoris Petrillo si dimostra un giovane ballerino molto dotato, sia sul piano tecnico che su quello interpretativo. Insieme formano un duo eccezionale che ha dato vita a una versione inedita della coreografia, pensata in origine per Anna Basti ed Enza Carrozzino, (formazione con la quale ha debuttato il 18 ottobre del 2008) e priva della proiezione video che nella scheda tecnica della coreografia è presentata come "facoltativa".
Loredana Parrela, di cui abbiamo già avuto modo di parlare più volte in passato, continua a sorprendere con una ricerca coreografica che propone sempre nuovi spunti, nuove riflessioni, sull'essere nel mondo, mediati e detti attraverso la danza, senza mia ripetersi, sempre alla ricerca di nuove forme con cui declinare l'arte della danza.
Alessandro Paesano
